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Donne, competizione e lavoro
Aldo Rustichini
30-01-2003
Negli ultimi decenni, in tutti i paesi industrializzati, le donne hanno progredito enormemente, riducendo in quasi tutti i campi il divario che le separava dagli uomini. Pure, le differenze rimangono e sono particolarmente vistose nei settori piu’ importanti, e nelle posizioni piu’ pagate. Perche’? .....

 

 

Negli ultimi decenni, in tutti i paesi industrializzati, le donne hanno progredito enormemente, riducendo in quasi tutti i campi il divario che le separava dagli uomini. Pure, le differenze rimangono e sono particolarmente vistose nei settori piu’ importanti, e nelle posizioni piu’ pagate. Perche’?

Le ragioni della differenza

Molte sono le ragioni addotte per spiegare la persistenza di questo divario. Per esempio, una spiegazione naturale e’ che le pratiche di discriminazione rimangono, anche se ora sono meno evidenti, piu’ sottili. Una seconda spiegazione e’ che le donne preferiscono (o devono) posporre o addirittura non fare investimenti sulle proprie capacità per ragioni familiari. Senza voler nulla togliere a queste possibili spiegazioni, è stata avanzata recentemente una nuova ipotesi secondo la quale la differenza persistente tra uomini e donne potrebbe essere spiegata dal diverso atteggiamento assunto in contesti competitivi: gli uomini avrebbero una spinta più forte delle donne a raggiungere prestazioni superiori. Questa ipotesi e’stata sottoposta a una verifica sperimentale.

Esperimenti

In un primo esperimento, soggetti di eta’ intorno ai 22 anni, studenti al Technion (Haifa, Israele) sono stati invitati a risolvere semplici problemi al computer (trovare il sentiero in un labirinto) in gruppi di sei persone. Nei diversi trattamenti cambiava il modo in cui i soggetti venivano pagati e la composizione per sesso del gruppo dei partecipanti.

In un primo trattamento i soggetti venivano pagati in proporzione al numero di problemi risolti correttamente, indipendentemente dalla prestazione degli altri. In questo caso la prestazione media, sia in gruppi misti che omogenei, e’ stata di circa dieci problemi risolti per ogni soggetto, con una lieve differenza a favore dei maschi. Il secondo trattamento era competitivo: il pagamento per ogni labirinto era di sei volte superiore, ma veniva corrisposto solo a chi avesse risolto il maggior numero di problemi. Il numero medio di problemi risolti qui e’ passato da dieci a quindici per gli uomini, ma e’ rimasto invariato per le donne. Terzo trattamento: il pagamento e’ come nel secondo (solo il migliore viene pagato) ma i gruppi ora sono omogenei. La prestazione degli uomini non cambia rispetto alla precedente, quella delle donne migliora di poco.

In un secondo esperimento, bambini intorno ai sei anni di età hanno corso in una pista, prima da soli, ad una velocita’ circa uguale per uomini e donne. In un secondo tempo, i bambini che hanno corso a una velocita’ uguale sono stati fatti correre in coppia, e la velocita’ dei maschi e’ migliorata notevolmente, mentre quella delle femmine e’ rimasta invariata o e’ peggiorata.

 

Cosa si può tentare di concludere? Da questi esperimenti parrebbe che uomini e donne, anche non della stessa eta’ , reagiscono diversamente di fronte alla competizione, e che gli uomini hanno, per una qualche ragione, maggiori stimoli delle donne. Le ragioni per spiegare queste differenze possono essere diverse:intanto due possibili spiegazioni (che la differenza sia basata sul processo di socializzazione già avviato in bambini di nove anni, o che sia invece piu’ profonda) sono possibili. Comunque la differenza sembra esserci ed e’ importante.

Possibili conseguenze

Che cosa può discendere da questi risultati? Una prima conseguenza può essere ravvisata nelle politiche di selezione del personale. Se per ottenere un determinato posto sono necessarie qualita’ diverse, un processo di selezione basato su meccanismi competitivi inevitabilmente porterà a scegliere persone sbagliate.

E’ questa una base per difendere l’"azione positiva’’ (affirmative action), favorendo di fatto la discriminazione sessuale? Niente affatto. Ma è evidente che ogni istituzione o contratto dovra’ tenere conto di questa differenza, e non assumere che essa non esista.

 

Documenti

Gender and competition at a young age
http://www.lavoce.info/news/attach/race.pdf
pdf- 168,20 KB -
Performance in competitive environments: gender differences
http://www.lavoce.info/news/attach/genderqje.pdf
pdf- 206,42 KB -

 


Il copyright degli articoli è libero. Chiunque può riprodurli. Unica condizione: mettere in evidenza che il testo riprodotto è tratto da www.lavoce.info.

 

(1) Cfr. anche E. Reyneri, Pensioni, fasce di età, genere e livello di istruzione, in lavoce.info, 9.1.2003

(2) Cfr. ISTAT, Rapporto annuale 2001, Istat, Roma, 2002

 

 

 


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